Mentre il dibattito pubblico è dominato da conflitti, polarizzazioni e linguaggi duri, e troppo spesso include anche le parole ‘guerra’ e ‘riarmo’, alcuni comuni italiani hanno scelto una strada diversa: istituzionalizzare la gentilezza. Non come mero gesto simbolico, ma come politica pubblica a tutti gli effetti, con deleghe, progetti e responsabilità amministrative. È un fenomeno che negli ultimi anni ha preso forma in decine di territori, piccoli e medi, dal Nord al Sud del Paese. Difficile quantificare con precisione il numero reale, ma i comuni italiani che nel 2024 avevano istituito un assessorato o una delega alla Gentilezza si stima fossero già oltre 150 e, stando ad alcuni articoli dedicati al tema, la rete nazionale continua ad ampliarsi, coinvolgendo amministratori, scuole, associazioni e cittadini.
Una rete che cresce: la mappa italiana della gentilezza
Il movimento è coordinato dalla Rete Nazionale degli Assessori alla Gentilezza, promossa dalle realtà civiche Cor et Amor e Mezzopieno. L’obiettivo è semplice ma ambizioso: portare la gentilezza nelle politiche locali, trasformandola in un motore di coesione sociale, educazione civica e cura del bene comune. Le adesioni arrivano da tutta Italia, dai piccoli comuni di montagna alle città di provincia fino alle amministrazioni che integrano la delega alla Gentilezza con servizi sociali, istruzione, pari opportunità o politiche giovanili. Si tratta di un fenomeno in espansione, che trova terreno fertile soprattutto nei territori dove la comunità locale è ancora un elemento identitario forte.
Provincia di Modena, il caso pionieristico di Camposanto
In Emilia-Romagna, il primo comune a credere nella gentilezza come delega amministrativa è stato Camposanto, nella Bassa modenese. Nel 2019 la sindaca Monja Zaniboni ha attribuito la delega alla Gentilezza all’assessora Orsola Rosetta D’Agata, già responsabile di Servizi sociali, Persona e Pari opportunità. Le sue deleghe comprendono: Politiche per la famiglia, Sociale e welfare, Politiche abitative, Integrazione, Benessere animale e, appunto, Gentilezza. Ma cosa fa concretamente l’Assessora alla Gentilezza a Camposanto? Per lo più le sue attività riguardano la promozione della buona educazione e del rispetto reciproco, iniziative di sensibilizzazione nelle scuole, progetti di cittadinanza attiva, valorizzazione del volontariato, cura delle relazioni comunitarie e supporto alle politiche sociali con un approccio orientato all’ascolto. Non si tratta quindi di un ruolo ‘accessorio’, ma di una lente diversa attraverso cui leggere i bisogni della comunità.
Quali funzioni e deleghe comprende la Gentilezza?
Dalle esperienze raccolte dalla rete nazionale emergono alcuni ambiti ricorrenti e si evince che in molti comuni la delega alla Gentilezza si integra con assessorati già esistenti, diventando un moltiplicatore di senso più che una struttura autonoma. Tra gli ambiti ricorrenti figurano: l’Educazione civica e scuola, ovvero progetti per insegnare ai bambini il valore della collaborazione, del rispetto e della cura degli spazi comuni; la Coesione sociale e relazioni di comunità con iniziative per rafforzare i legami tra cittadini, associazioni e istituzioni; le Pari opportunità e l’Inclusione che vedono la gentilezza come strumento per contrastare discriminazioni, solitudini e fragilità; la Cura del bene comune con azioni concrete per migliorare la vivibilità degli spazi pubblici, spesso coinvolgendo volontari e famiglie e, infine, la Comunicazione istituzionale positiva che promuove un linguaggio pubblico rispettoso, costruttivo e orientato alla soluzione dei problemi.
Perché la gentilezza è diventata una delega amministrativa?
La risposta arriva dalle stesse amministrazioni che hanno aderito alla rete:
la gentilezza è un’infrastruttura sociale. Non è un gesto superficiale, ma un modo per costruire fiducia, prevenire conflitti, migliorare la qualità della vita e rendere più efficace l’azione pubblica. In un contesto sociale complesso, segnato da solitudini, tensioni e sfiducia nelle istituzioni, la gentilezza diventa una politica che non costa nulla, ma produce un enorme valore: relazionale, educativo, comunitario.
Uno sguardo costruttivo: cosa ci insegna questa esperienza
L’Italia degli assessorati alla Gentilezza racconta una storia fatta di amministratori che sperimentano, cittadini che partecipano, scuole che collaborano, comunità che si prendono cura di sé. Camposanto, con la sua scelta pionieristica, mostra come anche un piccolo comune possa diventare un laboratorio di innovazione sociale. E dimostra che, in un’epoca di divisioni, la gentilezza può essere una scelta politica coraggiosa e necessaria.
Una curiosità locale
Per affinità geografica e simbolica con Camposanto, vale la pena ricordare anche la Panchina viola della Gentilezza in Piazzetta Municipio a Bomporto, voluta dall’ex sindaco Angelo Giovannini e inaugurata nel 2021 durante la Settimana nazionale delle Panchine Viola.
Per approfondire:
- https://www.mezzopieno.org/comuni/
- https://www.crrgentilezza.org/
- http://www.assessoriallagentilezza.it/
- https://costruiamogentilezza.org/
- Interviste all’Assessora alla Gentilezza di Camposanto, Orsola Rosetta D’Agata: https://www.sulpanaro.net/2021/12/camposanto-intervista-alla-prima-assessora-alla-gentilezza-dellemilia-romagna/ e https://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/assessore-gentilezza-568ffe85?utm


