Comunicare la sostenibilità

“Vivete bene e muterete i tempi”

Senza una direzione chiara, la sostenibilità resta incompiuta

“Voi pensate: i tempi sono cattivi, i tempi sono pesanti, i tempi sono difficili. Vivete bene e muterete i tempi”. La citazione, di Sant’Agostino e dunque scritta nel quarto secolo, può valere anche per l’oggi. E può valere sotto diversi aspetti: che i tempi non siano buoni, o che almeno non possano essere definiti in questo modo, è piuttosto evidente, come è chiaro che soltanto attraverso una presa di consapevolezza, che da individuale si faccia pian piano collettiva, è possibile ripartire. Ma non ci sfugge che in questo blog si parla in modo specifico di sostenibilità e comunicazione e dunque la domanda è: la citazione di Sant’Agostino vale anche in questo caso?

Mi pare si possa rispondere in modo affermativo. È probabile che i tempi siano difficili, a volte pesanti, anche per la sostenibilità e di conseguenza per la capacità di comunicarla. Eppure “vivendo bene”, ovvero continuando a lavorare nel modo corretto sulla sostenibilità con una strategia ben definita e un orizzonte chiaro, potremo “mutare i tempi”. Ma, per “mutare i tempi” è necessario non soltanto essere più sostenibili e lavorare nella direzione giusta (sì, perché c’è una direzione giusta, ed è quella di migliorare le proprie performance ESG a tutto tondo), ma anche saper comunicare meglio, in modo più efficace o, quanto meno, intraprendere un percorso per narrare, raccontare, far conoscere, le proprie azioni.

Non è scontato e, a maggior ragione, non lo è quando aziende (ma anche organizzazioni ed enti) approcciano le tematiche ESG per essere compliant o per soddisfare qualche cliente importante o i propri stakeholder principali. Eppure, appunto, senza comunicazione, e senza una comunicazione corretta e puntuale, lo sforzo effettuato potrà raggiungere l’obiettivo minimo ma le potenzialità resteranno largamente inespresse. Limitarsi al compitino, invece di mirare in alto, magari semplicemente per logiche di risparmio (di risorse umane o economiche) rappresenta un esercizio di miopia piuttosto evidente.

Da dove partire allora? Ancora, e come sempre, dalla strategia. È necessaria un’idea, un obiettivo definito, ma questo non significa che siano necessari investimenti ingenti. È necessario però iniziare, mettersi in cammino e farlo avendo ben presente la direzione di marcia. Strategia è però una parola che può essere anche scivolosa: rischia di essere letta come essere troppo generici e poco concreti o, peggio, gettare fumo negli occhi, quando invece avere una strategia definita è esattamente il prerequisito per prendere con decisione una direzione concreta e misurabile. È sempre necessario partire da qui per comunicare la propria sostenibilità (e, a dire il vero, per riuscire a comunicare bene qualsiasi dimensione), non semplicemente da qualche idea magari anche interessante e pure funzionale. Gli strumenti, e ne parleremo nelle prossime puntate, sono importantissimi e non di rado decisivi per diventare realmente efficaci, ma cronologicamente e anche sotto il profilo ideale vengono dopo.

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